Come diventare influencer partendo da zero
Se ti stai chiedendo come diventare influencer partendo da zero, la prima cosa che devo dirti è scomoda: non esiste il pulsante magico. Spoiler: nessuno diventa famoso in una notte, e chi te lo…

Se ti stai chiedendo come diventare influencer partendo da zero, la prima cosa che devo dirti è scomoda: non esiste il pulsante magico. Spoiler: nessuno diventa famoso in una notte, e chi te lo racconta di solito ha qualcosa da venderti. La verità è che c'è un percorso, fatto di scelte semplici ripetute nel tempo. Nessuna scorciatoia, ma nemmeno niente di misterioso.
Sono Lauriano Lauria, web e graphic designer a Napoli, e lavoro ogni giorno con piccole attività e creator che provano a farsi notare online. Ho visto profili crescere davvero e ho visto profili spegnersi dopo due settimane di entusiasmo. La differenza quasi mai è il talento: è il metodo. Qui ti spiego come diventare influencer da zero senza illusioni, con i passi che contano davvero e i numeri a cui guardare.

Sfatiamo subito il mito del successo dall'oggi al domani
Partiamo da qui, perché è il punto che manda a casa più persone. I profili che sembrano esplosi in un mese, quasi sempre, hanno alle spalle anni di prove, contenuti cancellati, tentativi andati male. Quello che vedi è la punta, non l'iceberg. Diciamocelo: se parti pensando che basti un Reel fortunato, alla prima settimana senza risultati mollerai.
Il modo giusto di ragionare è un altro. Un creator si costruisce come si costruisce un'attività: piano, con costanza, migliorando un pezzetto alla volta. È noioso da leggere, lo so, ma è l'unica cosa che funziona per tutti quelli che ce l'hanno fatta seriamente.
Il primo passo per diventare influencer: scegli una nicchia
Se provi a parlare a tutti, non parli a nessuno. La nicchia è il tema preciso su cui costruisci il tuo profilo: non "lifestyle", ma per esempio "cucina napoletana per chi ha poco tempo", oppure "consigli di studio per universitari fuori sede". Più è chiaro l'argomento, più è facile che le persone giuste ti trovino e restino.
Per scegliere la tua nicchia incrocia tre cose:
• Cosa ti piace davvero, perché ci passerai molto tempo
• In cosa sei più bravo o competente della media
• Cosa cercano e chiedono le persone (guarda i commenti e le ricerche)
Non aver paura di restringere. Una nicchia piccola ma affiatata vale molto di più di un pubblico enorme e distratto, sia per la crescita sia per le collaborazioni.
Costruisci un personal brand riconoscibile
Il personal brand è il motivo per cui, scrollando, uno si ferma e pensa "ah, questo lo conosco". È fatto di voce, stile visivo e coerenza. Da graphic designer questa parte mi tocca da vicino: i profili che funzionano hanno un'estetica riconoscibile e un modo di parlare loro.
In pratica, decidi poche cose e tienile ferme:
• Un tono di voce tuo: ironico, diretto, rassicurante, quello che sei
• Un paio di colori e un carattere ricorrenti nelle copertine
• Una bio che in una riga dice a chi ti rivolgi e cosa dai
Non serve un logo costoso. Serve coerenza: quando qualcuno vede tre tuoi contenuti di fila, deve capire al volo che sono tuoi. Quella è la base di ogni creator che poi riesce anche a guadagnare sui social.
Piattaforme e contenuti: meglio pochi e costanti
Non provare a essere ovunque dal primo giorno. Scegli una piattaforma principale in base a dove vive la tua nicchia: Instagram e TikTok per il video corto, YouTube per contenuti più lunghi, magari un secondo canale di supporto. Meglio fare bene un posto che fare male cinque.
Che tipo di contenuti pubblicare
Alterna tre ingredienti: contenuti che insegnano qualcosa (i più condivisi), contenuti che intrattengono e contenuti che fanno vedere chi sei. Usa i formati che le piattaforme spingono in quel momento, tipo i Reels e le Storie su Instagram, ma senza inseguire ogni trend a caso. Un contenuto tuo, fatto bene, batte dieci copie di un trend.
La costanza conta più della perfezione
Meglio tre contenuti a settimana per sei mesi che venti in una settimana e poi il silenzio. L'algoritmo e le persone premiano chi c'è sempre. Datti un ritmo sostenibile, anche solo due post e qualche Storia, e prepara i contenuti in anticipo quando hai tempo. La costanza è la differenza numero uno tra chi cresce e chi si ferma.

I numeri che contano davvero (non solo i follower)
Qui casca l'asino di tanti. Ci si fissa sui follower, ma il numero che conta davvero è l'engagement: quante persone salvano, condividono, commentano e restano a guardare fino alla fine. Un profilo da cinquemila follower molto attivi vale, per un brand, più di uno da centomila follower freddi e comprati.

Apri gli strumenti che hai già a disposizione, come gli Insights di Instagram o Meta Business Suite, e tieni d'occhio queste cose:
• Salvataggi e condivisioni: dicono che il contenuto è utile
• Tempo di visualizzazione dei video: se restano, l'algoritmo spinge
• Crescita costante nel tempo, non il singolo picco
Guarda i dati una volta a settimana, non ogni ora. Ti servono per capire cosa funziona e rifarlo, non per farti venire l'ansia.
Come arrivano le prime collaborazioni e i primi guadagni
Le prime collaborazioni raramente piovono dal cielo. All'inizio spesso sei tu a proporti, e va benissimo. Fai una lista di piccoli brand della tua nicchia, magari attività locali qui a Napoli, e scrivi loro in modo semplice: chi sei, cosa proponi, che numeri porti. Non serve un milione di follower, serve un pubblico giusto per loro.
I primi guadagni sui social arrivano in tanti modi: post e Storie sponsorizzate, codici sconto in affiliazione, un prodotto o servizio tuo, contenuti su commissione. All'inizio saranno cifre piccole o baratti, ed è normale. Tratta ogni collaborazione bene, consegna in tempo, e passaparola e reputazione faranno il resto. È così che un hobby diventa, piano, un lavoro.
Se vuoi partire con un profilo e dei contenuti visivi curati, coerenti e riconoscibili, dai un'occhiata ai miei servizi oppure scrivimi dalla pagina contatti: posso aiutarti a impostare l'identità visiva, le copertine e la grafica del tuo personal brand, così parti con basi solide invece di improvvisare.
Domande frequenti
Quanti follower servono per essere influencer?
Meno di quanti pensi. Oggi contano i micro-influencer, che con qualche migliaio di follower molto affiatati riescono a lavorare con i brand. Un pubblico piccolo ma vero, con un buon engagement, vale più di centomila follower distratti. Concentrati sulla relazione con chi ti segue, non sul numero tondo.
Quanto tempo ci vuole per diventare influencer?
Dipende dalla nicchia e dalla costanza, ma parliamo di mesi, non di giorni. In genere servono dai sei mesi a un paio d'anni di contenuti regolari per costruire un pubblico solido. Chi va più veloce di solito ci lavora quasi ogni giorno. La cosa importante è non mollare nei primi mesi, quando i numeri sono ancora piccoli.
Si guadagna davvero facendo l'influencer?
Sì, ma non subito e non per tutti allo stesso modo. I primi guadagni sono piccoli e arrivano da collaborazioni, affiliazioni o prodotti tuoi. Con un pubblico fedele e più fonti di entrata insieme, per molti diventa un'entrata seria o un lavoro a tempo pieno. Trattalo come un progetto da far crescere, non come una vincita facile.
Serve per forza mostrare il volto?
No, non è obbligatorio. Mostrare il volto aiuta a creare fiducia più in fretta, ma esistono profili di successo basati su mani, voce fuori campo, grafica o disegni. Se non te la senti, punta su un personal brand forte in altri modi: uno stile visivo riconoscibile e una voce chiara. Puoi sempre metterci la faccia più avanti, quando ti senti pronto.
Articolo aggiornato ad agosto 2026.


