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Social 31 ago 2026 · 7 min di lettura

Hashtag Instagram: come sceglierli bene

Diciamocelo: gli hashtag Instagram non sono più la bacchetta magica che erano qualche anno fa. C'è stato un periodo in cui bastava incollare trenta cancelletti sotto una foto per vedere i like…

Illustrazione con titolo "Hashtag Instagram: come sceglierli bene" e tre simboli di cancelletto colorati che rappresentano hashtag di nicchia, medi e di brand.

Diciamocelo: gli hashtag Instagram non sono più la bacchetta magica che erano qualche anno fa. C'è stato un periodo in cui bastava incollare trenta cancelletti sotto una foto per vedere i like arrivare da soli. Oggi non funziona così, e in parte è un bene: significa che conta più quello che pubblichi di quanto lo etichetti. Ma questo non vuol dire che gli hashtag su Instagram siano diventati inutili. Restano un aiuto vero, a patto di sceglierli come sceglieresti delle parole chiave, con criterio, e non buttarli lì a caso.

Sono Lauriano Lauria, web e graphic designer a Napoli, e seguo tante piccole attività che provano a farsi notare online. La domanda che mi fanno più spesso è sempre la stessa: quanti hashtag usare e quali. Qui ti spiego come li ragiono io nel 2026, perché gli hashtag giusti contano ancora e come costruire un mix che ti porti portata e copertura vere, non numeri gonfiati.


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Gli hashtag Instagram servono ancora nel 2026?

Servono, ma in modo diverso. Instagram è diventato un motore di ricerca a tutti gli effetti: le persone digitano parole nell'esplora e nella barra di ricerca, e l'app cerca di capire di cosa parla il tuo contenuto per proporlo a chi potrebbe interessare. Gli hashtag sono uno dei segnali che aiutano a fare questa classificazione, insieme al testo della caption, all'audio e a quello che si vede nel video.

La differenza rispetto a prima è che l'hashtag da solo non ti spinge in alto. È un'etichetta che dice "questo post parla di questo argomento". Se è coerente col contenuto, aiuta; se è messo tanto per riempire, non solo non serve, ma rischia di confondere l'app su chi sei. Pensa agli hashtag come al modo in cui organizzi gli argomenti, non come a un interruttore che accende la visibilità.

Quanti hashtag usare su Instagram

Questa è la domanda da un milione di dollari, e la risposta ti sorprenderà: pochi e mirati. Puoi arrivare a trenta, ma non è detto che sia meglio. Nella mia esperienza, e in linea con quello che consiglia Instagram stesso, un gruppo di tre-cinque hashtag ben scelti rende di più di una sfilza di trenta parole a caso.

Il motivo è semplice: cinque etichette precise raccontano con chiarezza di cosa parli. Trenta etichette generiche mandano un segnale confuso e, spesso, ti fanno finire in mezzo a un rumore dove nessuno ti nota. Se sei alle prime armi, parti da questo:

        3-5 hashtag molto pertinenti per un post normale nel feed.

        Un paio in più per i Reels, dove la copertura extra fa comodo.

        Per le Storie basta uno, spesso legato al luogo o all'evento.

Prova, guarda gli Insights e regolati. Se noti che un certo tipo di post rende meglio con qualche etichetta in più, tienilo. La regola non è scolpita nella pietra: è un punto di partenza sensato.

Il mix ideale: hashtag di nicchia, medi e di brand

La verità è che il super hashtag popolare, quello con dieci milioni di post, è quasi sempre uno spreco. Il tuo contenuto ci resta in cima per due secondi, poi sprofonda sotto migliaia di altri. Molto meglio ragionare per fasce e mescolarle.

Hashtag di nicchia piccoli

Sono quelli sotto i 50 mila post. Sembrano poca cosa, ma sono oro: poca concorrenza e un pubblico molto mirato. Se fai la pasticciera a Napoli, "#dolcinapoletani" ti fa trovare da chi cerca proprio quello, molto meglio di "#food". Gli hashtag di nicchia sono quelli che ti danno contatti veri.

Hashtag medi

Tra i 50 e i 500 mila post. Danno più volume e più portata, ma sono ancora una piazza dove puoi farti vedere. Qui ci metti gli argomenti un po' più larghi che descrivono il tuo settore o la tua città.

Hashtag di brand e community

Il tuo hashtag personale, quello del quartiere, quello di un evento o di una community del tuo settore. Non portano numeri enormi, ma creano appartenenza e ti fanno riconoscere. Con il tempo diventano un piccolo archivio di tutto quello che pubblichi.


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Le parole chiave nella caption contano sempre di più

Ecco il cambio più importante degli ultimi anni. Instagram legge il testo che scrivi, non solo i cancelletti. Se sotto una foto scrivi "tiramisù artigianale consegnato a domicilio a Napoli", quelle parole chiave aiutano l'app a capire il post e a proporlo a chi cerca proprio quelle cose nell'esplora.

Quindi il mio consiglio è questo: scrivi una prima riga chiara e umana, che contenga in modo naturale l'argomento del post, e poi aggiungi i tuoi tre-cinque hashtag giusti. La caption fa il lavoro grosso, gli hashtag lo rifiniscono. Non è più una o l'altra cosa: lavorano insieme.

Dove mettere gli hashtag: caption o commenti?

Per anni si è discusso se scriverli nella caption o nel primo commento. La risposta pratica: cambia poco per la portata, cambia molto per l'estetica. Se li metti nella caption, aggiungi qualche a capo o dei puntini per staccarli dal testo, così il post resta pulito. Se preferisci un aspetto ordinato, mettili nel primo commento subito dopo aver pubblicato: Instagram li considera lo stesso.

Io tendo a metterli nella caption, in fondo e ben separati, perché così sono sicuro che vengano registrati fin dal primo secondo. Ma se il tuo profilo cura molto l'estetica, il commento è una scelta legittima. Scegli e sii coerente.

Gli errori che vedo più spesso

Prima di scegliere gli hashtag giusti, conviene sapere cosa evitare. Sono quasi sempre le stesse cose:

        Usare sempre gli stessi hashtag copiati e incollati. Se ogni post ha lo stesso blocco identico, l'app può leggerlo come spam. Adattali al contenuto specifico.

        Scegliere tag troppo generici. "#love", "#instagood", "#photooftheday" non ti portano nessuno di mirato: sono oceani in cui sparisci.

        Usare hashtag vietati o borderline. Alcuni sono bloccati o limitati perché associati a spam o contenuti problematici. Se un hashtag mostra pochissimi post recenti pur essendo comune, insospettisciti e lascialo perdere.

        Mettere etichette che non c'entrano col post. Attirare click con tag fuori tema porta gente sbagliata, che non interagisce e peggiora i tuoi numeri.

Come costruire il tuo set in pratica

Non serve un software costoso. Apri Instagram, scrivi nella barra di ricerca una parola del tuo settore e guarda quali hashtag propone e quanti post hanno: così capisci le fasce. Salvane qualcuno per la nicchia, qualcuno medio, uno di brand. Poi crea due o tre gruppetti diversi da alternare a seconda del tipo di post, così non usi mai lo stesso identico blocco.


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Se vuoi impostare bene la presenza social della tua attività, senza perderti tra mode e mito, dai un'occhiata ai miei servizi oppure scrivimi dalla pagina contatti: possiamo costruire insieme una strategia semplice, con caption e hashtag che lavorano davvero per farti trovare.

Domande frequenti

Quanti hashtag usare su Instagram?

Per la maggior parte dei post bastano da tre a cinque hashtag ben scelti e pertinenti. Puoi arrivare a trenta, ma raramente serve: un gruppo piccolo e mirato racconta meglio l'argomento del post e ti fa trovare dal pubblico giusto. Per i Reels puoi aggiungerne qualcuno in più, per le Storie ne basta uno.

Gli hashtag funzionano ancora nel 2026?

Sì, ma contano meno del mito. Non spingono da soli un post in alto: sono un'etichetta che aiuta Instagram a capire di cosa parli, insieme alle parole chiave della caption e all'audio. Usati bene danno un po' di portata e copertura in più; buttati a caso non servono e a volte fanno danno.

Meglio mettere gli hashtag nella caption o nei commenti?

Per la visibilità cambia poco: Instagram li considera in entrambi i casi. La differenza è estetica. Nella caption, staccali dal testo con qualche a capo per tenere il post pulito; nel primo commento, l'aspetto resta più ordinato. Scegli il metodo che preferisci e usalo sempre allo stesso modo.

Devo cambiare gli hashtag ogni volta?

Non devi reinventarli a ogni post, ma non usare mai lo stesso identico blocco. Prepara due o tre gruppi da alternare e adattali al contenuto specifico: un post sui dolci non ha gli stessi hashtag di nicchia di un post su un evento. Variare in modo coerente evita il rischio spam e mantiene le etichette sempre pertinenti.

Articolo aggiornato a agosto 2026.